Renato Barisani (Napoli, 1918 – 2011) è stato uno dei più importanti artisti italiani del secondo Novecento e uno dei protagonisti del rinnovamento dell'arte astratta in Italia.
Pittore, scultore, designer e architetto, Barisani ha sviluppato una ricerca caratterizzata da una continua sperimentazione tra pittura, scultura, grafica e arti applicate, contribuendo in maniera decisiva alla nascita di un linguaggio moderno nell'Italia del dopoguerra. La sua produzione, inizialmente legata al Neocubismo e all'Astrattismo geometrico, evolve progressivamente verso una personale sintesi tra forma, spazio e materia, mantenendo sempre una rigorosa attenzione all'equilibrio compositivo e alla relazione tra arte, architettura e design. Figura centrale della cultura napoletana del Novecento, Barisani è oggi considerato uno dei principali interpreti dell'astrazione italiana.
Renato Barisani nasce a Napoli il 28 novembre 1918. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico e l'Accademia di Belle Arti di Napoli, completa la propria formazione presso la Facoltà di Architettura, sviluppando un interesse destinato a influenzare profondamente tutta la sua produzione artistica. Nel secondo dopoguerra entra a far parte del vivace ambiente culturale napoletano e, nel 1948, è tra i fondatori del gruppo Arte Concreta a Napoli, aderendo successivamente al Movimento Arte Concreta (MAC), con il quale promuove il superamento della figurazione tradizionale in favore di una ricerca astratta fondata sull'autonomia della forma e del colore. In questi anni avvia anche un'intensa collaborazione con la moglie Lia Rumma Barisani, architetta e designer, realizzando progetti di architettura d'interni, arredamento e design che rappresentano alcune delle più significative esperienze del modernismo italiano. Parallelamente all'attività artistica insegna presso il Liceo Artistico di Napoli, contribuendo alla formazione di numerose generazioni di giovani artisti.
Nel corso della sua lunga carriera partecipa alle più importanti manifestazioni dedicate all'arte contemporanea italiana. Espone più volte alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, consolidando il proprio ruolo all'interno del panorama artistico nazionale. Le sue opere vengono presentate in numerose mostre personali e collettive presso istituzioni di prestigio, tra cui il Museo di Capodimonte, il Museo MADRE, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Palazzo Reale di Napoli e il PAN – Palazzo delle Arti Napoli. Nel 2012, a un anno dalla sua scomparsa, il Museo MADRE gli dedica un'importante mostra retrospettiva che ripercorre oltre sessant'anni della sua attività artistica, contribuendo alla definitiva riscoperta della sua figura nel contesto dell'arte italiana del Novecento.
La ricerca artistica di Barisani si distingue per una costante evoluzione linguistica, pur mantenendo una forte coerenza progettuale. Dopo gli esordi figurativi, influenzati dal Cubismo e dalle avanguardie europee, approda ben presto all'astrazione geometrica, sviluppando composizioni rigorose basate sull'equilibrio tra linee, superfici e campiture cromatiche. A partire dagli anni Sessanta amplia progressivamente la propria indagine verso la scultura, introducendo materiali industriali quali ferro, acciaio, alluminio e plexiglas, con i quali realizza opere tridimensionali in cui il rapporto tra pieno e vuoto, luce e movimento assume un ruolo centrale. Negli ultimi decenni la sua produzione si orienta verso una sintesi sempre più essenziale, nella quale il segno geometrico si fa strumento di una riflessione sullo spazio e sulla percezione.
Il concetto che caratterizza l'arte di Barisani è la convinzione che ogni opera debba nascere da un rigoroso processo progettuale, capace di integrare armonicamente pittura, scultura, architettura e design. Per l'artista la forma non rappresenta la realtà, ma costituisce una realtà autonoma, governata da rapporti matematici, ritmo e proporzione. In questa prospettiva la geometria diventa un linguaggio universale attraverso cui interpretare il mondo contemporaneo, mentre la ricerca sull'equilibrio tra spazio, luce e materia avvicina la sua opera alle esperienze dell'Arte Concreta europea e del Costruttivismo, pur mantenendo una cifra stilistica del tutto personale. La sua produzione testimonia una costante volontà di superare i confini tra le discipline artistiche, facendo dialogare le arti visive con il progetto architettonico e il design industriale. Le opere di Renato Barisani sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche italiane e internazionali, tra cui il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo MADRE di Napoli, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, la Fondazione Morra, il Museo del Novecento di Milano e numerose raccolte civiche dedicate all'arte italiana del dopoguerra. Le sue opere sono inoltre presenti in collezioni private europee e americane, confermando il ruolo di Barisani come uno dei principali interpreti dell'astrazione italiana del XX secolo e una figura imprescindibile nella storia dell'arte moderna napoletana.
BLINDARTE nel corso della sua storia ha più volte avuto in asta opere di Barisani tra cui ricordiamo Verde Segnato del 1992 (aggiudicata a 650€) e Struttura in movimento del 1978 (aggiudicata a 910€).