Mario Persico

lun 13 Luglio 2026

Mario Persico (Napoli, 1930 – Napoli, 2022) è stato un pittore, scultore, collagista, scenografo e intellettuale italiano, tra i principali protagonisti delle neoavanguardie artistiche del secondo dopoguerra. Fondatore del Gruppo 58 e tra i firmatari del Manifesto dell'Arte Nucleare promosso da Enrico Baj, Persico ha sviluppato una ricerca originale, caratterizzata dall'incontro tra pittura, collage, assemblaggio, oggetto e sperimentazione interdisciplinare. La sua opera, fortemente influenzata dal Dadaismo, dal Surrealismo e dalla Patafisica, affronta temi quali la metamorfosi, il rapporto tra uomo e oggetto, l'inconscio, la memoria e la critica alla società contemporanea, attraverso un linguaggio ironico, visionario e provocatorio. Mario Persico nasce a Napoli nel 1930 e, dopo aver frequentato la Facoltà di Architettura, si dedica definitivamente alla pittura studiando presso l'Accademia di Belle Arti della città sotto la guida di Emilio Notte. Fin dagli anni Quaranta partecipa a numerose esposizioni collettive, mentre nel 1955 aderisce al Manifesto dell'Arte Nucleare di Enrico Baj, condividendone la volontà di rinnovare radicalmente il linguaggio artistico del dopoguerra.

Nel 1958 è tra i fondatori del Gruppo 58, insieme a Guido Biasi, Lucio Del Pezzo, Sergio Fergola e Luigi Castellano (Luca), dando vita a una delle esperienze più significative dell'avanguardia napoletana. L'anno successivo firma il Manifesto di Napoli e diventa redattore della rivista Documento Sud, importante laboratorio di confronto tra artisti, poeti e critici d'avanguardia. Nel corso della sua carriera affianca all'attività artistica quella editoriale, teatrale e letteraria, collaborando con personalità quali Edoardo Sanguineti, Luciano Caruso, Luciano Berio e Gillo Dorfles. Dal 2001 assume inoltre la carica di Rettore Magnifico dell'Istitutum Pataphysicum Partenopeion, contribuendo alla diffusione della cultura patafisica in Italia. Nel corso della sua attività espone in numerose gallerie e istituzioni italiane e internazionali. Già alla fine degli anni Cinquanta tiene mostre personali a Stoccarda, Milano, Roma, Genova e Napoli, cui seguono esposizioni in Germania e negli Stati Uniti. Nel 2007 il Castel dell'Ovo di Napoli gli dedica una grande mostra antologica, mentre nel 2012 il Museo MADRE presenta la personale NO, che ripercorre oltre cinquant'anni della sua ricerca attraverso un'ampia selezione di opere storiche e lavori inediti. Negli ultimi anni la sua figura è stata oggetto di ulteriori mostre retrospettive e studi critici che ne hanno confermato il ruolo centrale nello sviluppo delle neoavanguardie italiane del secondo Novecento. La ricerca artistica di Persico si evolve costantemente mantenendo tuttavia una forte coerenza concettuale. Dopo una fase iniziale vicina all'Informale e al Surrealismo organico, negli anni Sessanta introduce collage e materiali di recupero all'interno delle proprie opere, trasformando oggetti comuni in strumenti di riflessione poetica e sociale. Successivamente realizza celebri cicli quali gli Oggetti ammiccanti, le Sedie della tortura, i Teatrini, i Collage floreali e le Tavole della memoria, nei quali il rapporto tra uomo e oggetto viene continuamente ribaltato, assumendo significati simbolici, ludici e spesso inquietanti. Parallelamente sviluppa un'intensa attività come scenografo, illustratore e autore di libri d'artista, ampliando ulteriormente i confini della propria ricerca. Il concetto che caratterizza l'arte di Persico è la convinzione che l'opera debba essere uno spazio aperto all'immaginazione e alla metamorfosi. Attraverso il recupero di oggetti comuni, materiali eterogenei e immagini tratte dalla memoria collettiva, l'artista costruisce un universo sospeso tra realtà e sogno, nel quale convivono ironia, critica sociale, erotismo e riflessione esistenziale. La sua poetica dialoga con il Dadaismo, il Surrealismo, il Nouveau Réalisme e la Patafisica, senza mai rinunciare a una cifra profondamente personale, caratterizzata da una continua tensione verso la libertà espressiva e la sperimentazione linguistica. In questo senso Persico rappresenta una delle personalità più originali della cultura artistica napoletana del Novecento. Le opere di Mario Persico sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche italiane e internazionali, tra cui il Museo MADRE di Napoli, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo del Novecento di Castel Sant'Elmo, il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il MA*GA di Gallarate, il CAM – Casoria Contemporary Art Museum, il Museo di Stoccarda e il Fondo Regionale d'Arte Contemporanea di Baronissi. La presenza delle sue opere in questi musei testimonia il riconoscimento ormai consolidato del suo contributo alla storia dell'arte italiana contemporanea.

BLINDARTE ha aggiudicato diverse opere di Mario Persico nel corso della sua storia, tra cui due opere del 1959: Grande occhio della mente (aggiudicata a 15.625€) e Paesaggio con tre figure (aggiudicata a 3.250€).