Marina Apollonio (Trieste, 1940) è una delle figure più autorevoli e internazionalmente riconosciute dell'arte ottico-cinetica e programmata. La sua intera produzione si distingue per una ricerca visiva basata su un rigore matematico assoluto, sulla logica delle forme geometriche e sullo studio approfondito della psicologia della percezione.
Cresciuta in un ambiente familiare culturalmente stimolante in quanto figlia del celebre teorico e critico d'arte Umbro Apollonio, Marina si è formata artisticamente a Venezia, frequentando l’Accademia di Belle Arti sotto la guida del pittore Giuseppe Santomaso. Fin dall'inizio degli anni Sessanta, l'artista ha manifestato un forte interesse per la progettazione grafica e l'architettura d'interni, lavorando per un periodo anche a Parigi presso lo studio dell'architetto Édouard Albert. Al suo rientro in Italia nel 1964, ha avviato la sua vera e propria rivoluzione estetica, concentrandosi sulla creazione di opere che rifiutavano l'espressionismo astratto e la componente emotiva dell'arte informale. In linea con le ricerche del Gruppo N di Padova e del Gruppo T di Milano con cui ha attivamente collaborato, Apollonio ha cercato di democratizzare l’arte attraverso un linguaggio oggettivo e universale, basato sull’interazione visiva e dinamica tra l'opera e l'osservatore.
Il cuore pulsante della sua produzione risiede nella capacità di infondere l'illusione del movimento a strutture bidimensionali o tridimensionali che di per sé rimangono completamente immobili. Sfruttando le proprietà fisiche e industriali di materiali moderni, l'artista ha realizzato fin dai primi anni di attività i suoi celebri rilievi metallici a sequenze cromatiche alternate e le sue ipnotiche "Dinamiche Circolari". Il cerchio è diventato una vera e propria ossessione geometrica: attraverso variazioni millimetriche di linee, spirali, contrasti netti in bianco e nero o accostamenti di colori fluorescenti, le sue superfici sembrano pulsare, dilatarsi o sprofondare a seconda dello spostamento fisico del pubblico nello spazio. Questo talento pionieristico è stato consacrato storicamente alla fine degli anni Sessanta da Peggy Guggenheim, la quale vide i suoi lavori e le commissionò il celebre Rilievo n. 505, tuttora esposto all’interno della prestigiosa Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. L'arte di Marina Apollonio continua a dimostrare come, riducendo gli elementi visivi al minimo, si possano generare risposte sensoriali e ambientali di straordinaria e intatta potenza.
Tra le opere di Marina Apollonio aggiuduicate da BLINDARTE la Dinamica circolare 9BN ø 50 del 1969-2025 (aggiudicata a 17.500€)
Tra le opere di Marina Apollonio aggiuduicate da BLINDARTE la Dinamica circolare 9BN ø 50 del 1969-2025 (aggiudicata a 17.500€)