Joseph Beuys, Landkarte, 1959 | Aggiudicata a 31.000€
Joseph Beuys, Partitur für Piano, 1972 | Aggiudicata a 9.000€
Joseph Beuys (1921-1986) è stato tra gli artisti più influenti e rivoluzionari del Novecento. Con la sua arte e la sua pratica artistica, Beuys ha precorso temi e riflessioni più che mai attuali: il rapporto tra uomo e natura, ecologia, pace, arte intesa come impegno sociale e ricerca spirituale.
Personaggio atipico rispetto alle correnti artistiche, Beuys è riuscito a vestire se stesso di arte, ponendosi all'interno dell'opera stessa, evidenziando così il potere antropologico di tutta l'arte. Il bisogno di parlare, comunicare, di esprimersi con qualsiasi mezzo, ha trovato piena risposta nel lavoro della sua intera vita e nelle sue performance, o Aktionen, come le definiva, in cui utilizza innovativi espedienti espressivi e materiali peculiari: celebre è la sua predilezione per il grasso e il feltro, elementi che si collegano alla sua intricata narrazione autobiografica e che ricorrono in tutta la sua produzione artistica. Essere un artista significava per Beuys condurre un'esistenza insieme ad altri, ricercando in un rapporto di fraterna collaborazione quella "elementare e profonda comprensione per ciò che avviene sulla terra", perché ciò che avviene nel nostro mondo, avviene anche dentro di noi.
Nato in una piccola cittadina al confine olandese della Germania, Beuys cresce nel clima oppressivo del periodo Nazista. Da bambino mostra un'interesse e una vocazione per le scienze naturali, ma crescendo prova una forte fascinazione per le arti, e specialmente per la scultura. Tuttavia, allo scoppiare della guerra, decide di iscriversi alla facoltà di Medicina, abbandonando le proprie inclinazioni. Nel 1941 si arruola nella Luftwaffe e viene addestrato come operatore radio in volo. Nel '43 avviene l'evento che maggiormente segna la sua vicenda personale: durante una missione militare in volo sopra la Crimea, l'aereo su cui si trova precipita. Lo schianto provoca la morte del pilota e lascia Beuys gravemente ferito alla testa. Per dodici giorni Beuys rimane in uno stato di semi-incoscienza, fino a risvegliarsi in un ospedale militare tedesco. Negli anni racconterà di essere stato soccorso, dopo lo schianto, da alcuni nomadi tartari, di essere stato accolto in una delle loro tende e curato per otto giorni con impacchi di grasso animale e feltro, materiali poveri ma utili a lenire le gravi ferite al capo. L'episodio penetra nel subconscio di Beuys e diviene un'inarrestabile forza generativa che si declinerà in tutta la sua successiva produzione.
Alla fine della guerra, dopo aver trascorso alcune settimane in un campo di prigionia degli Alleati, Beuys decide di iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Dusseldorf e inizia a studiare scultura sotto gli insegnamenti di Ewald Matarè. In questi anni amplia la sua formazione intellettuale, prediligendo la lettura di autori romantici come Schiller e Novalis, ma anche Joyce; viene inoltre profondamente influenzato dalle teorie antroposofiche di Rudolf Steiner. Continua inoltre e coltivare il proprio amore per la Natura assistendo Heinz Sielmann, che era stato suo istruttore nell'esercito, nella realizzazione di documentari naturalistici.
Nel 1961 ottiene la cattedra di scultura all'Accademia di Dusseldorf; nell'anno successivo comincia una fruttuosa collaborazione con Fluxus, un gruppo di artisti neo-Dada, provenienti da vari ambiti, che propongono forme d'arte estremamente innovative, focalizzandosi non tanto sull'opera in sé, ma sul processo creativo. A partire da questo importante incontro, Beuys inizierà a cimentarsi nelle sue prime Aktionen, le sue prime performance. Di questi anni la più celebre è sicuramente Come spiegare la pittura a una lepre morta, avvenuta a Dusseldorf nel 1965, emblematica per la sua densità simbolica e la cerimoniale ritualità dei gesti. Dell'anno dopo è Infiltrazione omogenea per pianoforte a coda (ora nella collezione del Centre Pompidou di Parigi); in entrambe le performance Beuys si serve del feltro, che diviene assoluto protagonista in opere come Abito in feltro (1970, nella collezione della Tate di Londra) e La slitta (1969), in cui viene utilizzato anche il grasso, elemento centrale di Sedia con grasso, del 1964.
La collaborazione con Fluxus dura pochi anni, ma Beuys non abbandona il medium dell'Aktion, che diviene un strumento di grande efficacia nell'affermazione di istanze politiche e sociali: gran parte della produzione artistica di Beuys, infatti, sarà indistricabilmente legata a una certa militanza politica, che giunge all'apice nel 1980, quando diviene uno dei fondatori del Partito dei Verdi. La tematica dell'ecologia è certamente cruciale per l'artista (esemplare, in questo senso, è l'opera 7000 querce, realizzata a Kassel in occasione di Documenta 7 e terminata dopo la morte di Beuys), ma anche il problema del diritto alla formazione.
In generale, è fondamentale per Beuys che l'arte sia resa accessibile e possa essere fruita da tutti: "Every human being is an artist" è una delle sue più famose affermazioni. Va intesa come una celebrazione della creatività intrinseca e innata dell'essere umano, in questo senso da intendersi come "artista". Ognuno può rendersi parte di un processo creativo che, secondo Beuys, ha il potere di sovvertire e rivoluzionare l'ordine prestabilito, con tutte le sue limitazioni e mancanze, specialmente evidenti nella Germania del periodo post-bellico, devastata e lacerata. Ciascun individuo ha la possibilità di modificare la struttura delle relazioni interne alla società utilizzando tutti i mezzi creativi ed espressivi che ha a disposizione: in questo senso Beuys parla di Soziale Plastik, "scultura sociale". È quindi molto comprensibile la sua scelta di produrre opere in multipli. Essi fungono da amplificatori per le sue imprese attivistiche, come vettori che facilitino la propagazione di messaggi politici, ma incarnano anche l'ideologia di un'arte "democratica", disponibile e fruibile a quante più persone possibili.
Beuys ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1980 e ha preso parte a Documenta a Kassel nel 1982. Nel 1979 è stata organizzata una sua retrospettiva al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Negli anni gli sono state dedicate mostre in tutto il mondo, tra cui quelle al Seibu Museum of Art di Tokyo, alla Tate Liverpool, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia a Madrid, al Centre Pompidou di Parigi, alla Tate Modern di Londra, tra le altre. Oggi le sue opere sono conservate nelle collezioni di importanti istituzioni museali internazionali, tra cui la Tate di Londra, il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi.
BLINDARTE ha aggiudicato diverse opere di Joseph Beuys nel corso della sua storia, tra cui: