Giorgio Morandi

mer 7 Gennaio 2026

Giorgio Morandi (Bologna, 1890 – 1964) è tra i protagonisti più significativi e affascinanti del panorama artistico del Novecento italiano.

Morandi nasce a Bologna il 20 luglio 1890. E’ il primo di cinque figli: oltre al fratello Giuseppe, morto a undici anni, nascono dopo di lui le tre sorelle che, insieme alla madre, gli saranno vicine per tutta la vita: Anna, Dina, e Maria Teresa. Nel 1907 s’iscrive all’Accademia di Belle Arti, frequentando il corso preparatorio, quello comune dal 1909 al 1910 e quello speciale di figura dal 1910 al 1913. Fra i suoi compagni di corso sono Osvaldo Licini e Severo Pozzati, che risultano suoi compagni già nel 1909-1910.

Nel 1912 gli incide per la prima volta un’acquaforte a tiratura dichiarata: è quel Ponte sul Savena del quale Lamberto Vitali sottolinea l’impostazione cézanniana. Nell’estate del 1913 la famiglia Morandi si reca per la prima volta in villeggiatura a Grizzana, dove il giovane realizza i suoi primi Paesaggi. E’ degli anni 1913-1914 il suo interesse per la poetica futurista, nutrito dalla vicinanza sia di Osvaldo Licini sia di Giacomo Vespignani. Attraverso di loro, Morandi entra in contatto prima con Balilla Pratella e poi con Marinetti, Boccioni e Russolo. Si ha notizia della sua presenza fra il pubblico alle serate futuriste di Modena e di Bologna e della sua visita all’esposizione di Pittura Libera Futurista organizzata a Firenze da “Lacerba” dal novembre 1913 al gennaio 1914. Quest’ultimo è concordemente considerato come anno chiave per Morandi che inizia a esporre: il 21 e 22 marzo si tiene all’Hotel Baglioni di Bologna la ormai mitica mostra a cinque, in cui figurano, a fianco di Morandi, Osvaldo Licini, Mario Bacchelli, Giacomo Vespignani e Severo Pozzati. 

Inizia la carriera scolastica, ottenendo dal Comune quell’incarico di insegnamento del disegno nelle scuole elementari che manterrà fino al 1929, Nel 1915 viene chiamato alle armi e assegnato al Secondo Reggimento Granatieri di stanza a Parma: dopo un mese e messo si ammala gravemente e viene ricoverato nel locale ospedale militare; poi è rimandato a casa e quindi riformato. Dopo le Bagnanti, i Paesaggi e le Nature morte del 1915-1916, durante l’inverno del 1917 si ammala di nuovo. Si apre l’altissima stagione metafisica, a cui appartengono una decina di opere del 1918-1919, che rivelano come il ruolo di Morandi all’interno del movimento metafisico sia di piena rilevanza e autonomia. Nel 1919 lo stesso de Chirico sottolinea nella sua Autobiografia, ritrovata nell’archivio di Edita Broglio, come “insieme a Carlo Carrà, ad Ardengo Soffici e a Giorgio Morandi, de Chirico tende continuamente a rimettere in carreggiata il senso della tradizione smarrito e guastato in Italia dalla pseudo-accademica arte ufficiale e dalle cialtronerie secessioniste dei zappaterra pennellatori” (cfr. Giorgio de Chirico, Il meccanismo del pensiero. Critica, polemica, autobiografia 1911-1943 , Einaudi, Torino, 1985, pp.74-76). 


Alla fine del 1918 egli aveva già conosciuto Mario Broglio che il 15 novembre aveva iniziato la pubblicazione di “Valori Plastici”. Mentre le opere dell’artista bolognese si fanno più plastiche, riflettendo la poetica del gruppo che fa capo alla rivista romana, Mario Broglio mantiene i suoi impegni e organizza prima a Berlino e in altri centri tedeschi, nel 1921, e poi alla “Fiorentina Primaverile” nel 1922, rassegne di gruppo che vedono Morandi fra i protagonisti. Nella mostra di Firenze, la sua opera viene presentata in catalogo da un acuto testo di de Chirico, al quale si deve la famosa frase:“ Egli partecipa in tal modo del grande lirismo creato dall’ultima profonda arte europea: la metafisica degli oggetti più comuni”. Degli anni 1922-1925 è una serie di Paesaggi luminosi che, come ricorda Vitali, “non sarebbero comprensibili senza l’esempio di Corot e non soltanto per le sue soluzioni rigorosamente tonali”.

Morandi non resta escluso dai fatti salienti del dibattito culturale, è presente alle due mostre del Novecento italiano alla Permanente di Milano del 1926 e nel 1929 e, se pur non partecipa attivamente alle vicende del gruppo di Margherita Sarfatti, invia sue opere in diverse rassegne. Queste figurano alla mostra della Galleria Bonaparte a Parigi (dicembre 1929), a Basilea (gennaio – febbraio 1930) e a Berna (marzo – maggio), a Buenos Aires e in alcune città brasiliane nel 1930. L’artista bolognese viene invitato alla Biennale di Venezia: nel 1928 presenta quattro acquaforti e una cartella di incisioni nella sala del bianco e nero; nel 1930 espone due acqueforti e quattro dipinti; nel 193 è ancora a Venezia con due Nature morteall’acquaforte. Morandi espone frequentemente all’estero: oltre alle già ricordate mostre del Novecento italiano, nel 1929 viene invitato al Premio Carnegie di Pittsburgh (vi ritornerà l’anno successivo e ancora nel 1933 e nel 1936 e altre tre volte nel secondo dopoguerra); nel 1931 invia una sua Natura morta alla Settimana Italiana di Atene; nel 1933 un’altra Natura morta è esposta al Kunstlerhaus di Vienna per la rassegna “Moderne Italienische Kunst”; nel 1934 sue opere partecipano alla Mostra d’Arte Italiana organizzata dalla Biennale di Venezia negli Stati Uniti; nel 1935 due Nature morte recentissime vengono esposte alla grande mostra d’arte italiana contemporanea allestita al Jeu de Paume di Parigi; nel 1937 suoi dipinti figurano all’Esposizione Universale di Parigi; nello stesso anno la Biennale di Venezia organizza una grande mostra a Berlino e Morandi è tra gli invitati. Ma il “caso Morandi” esplode nel 1939, alla terza edizione della mostra romana: Morandi ha un’intera sala personale con 42 oli, 2 disegni e 12 acqueforti e ottiene il secondo premio per la pittura, alle spalle del più giovane Bruno Saetti. Giungono gli anni della guerra e l’artista, nel giugno del 1943, si ritira sfollato nel paese appenninico, ove si sviluppa quella “grande stagione” che Francesco Arcangeli ravvisa nei Paesaggi e nelle Nature morte del 1942-1943.

Nella primavera del 1945 Roberto Longhi presenta alla Galleria del Fiore di Firenze una personale dell’amico lontano, di cui non ha ancora ricevuto notizie e che ritroverà solo qualche mese più tardi. Mentre si riaccendono le polemiche sull’“impegno” in arte, non è un caso se alla rinnovata Biennale del 1948, dove esplode il Fronte Nuovo delle Arti, il primo premio per la pittura venga assegnato a Morandi che presenta undici tele degli anni 1916-1920 nelle sale dedicate a “Tre pittori italiani dal 1910 al 1920”, ove figurano anche opere di Carrà e di de Chirico con la presentazione di Francesco Arcangeli. Nello stesso anno, a sottolineare l’importanza della produzione grafica dell’artista, Carlo Alberto Petrucci allestisce alla Calcografia Nazionale di Roma una sua rassegna antologica di acqueforti, che rinnova l’interesse della stampa e del pubblico nei confronti di quello che una cerchia di estimatori, selezionata ma sempre più ampia, considera ormai come uno dei maestri del secolo. Morandi infatti gode del favore dei più esclusivi ambienti internazionali e alcune sue opere vengono ospitate in prestigiose rassegne nel Nord Europa e negli Stati Uniti. A consacrazione di tale stima critica, giunge nel 1957 il primo premio per la pittura conferitogli alla quarta Biennale di San Paolo del Brasile, dove nel 1953 aveva ottenuto il primo premio per l’incisione. E’ d’altronde sufficiente scorrere l’elenco delle esposizioni all’estero per rendersi conto di quanto sia considerata l’opera del maestro bolognese, con mostre personali di rilievo al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles nel 1949, al Gemeentemuseum dell’Aja e alle New Burlington Galleries di Londra nel 1954, al Kunstmuseum di Winterthur nel 1956, alla World House Gallery di New York nel 1957 e nel 1960, a Siegen nel 1962 dove gli viene assegnato il Premio Rubens, al Badischer Kunstverein di Karlsruhe nel 1964. Dopo circa un anno di malattia, Giorgio Morandi si spegne a Bologna il 18 giugno del 1964.

Tra le opere del maestro bolognese aggiudicate da BLINDARTE: un acquerello su carta raffigurante il paesaggio di Levico (aggiudicato a 42.500€) e una Natura morta su carta del 1928 (aggiudicata a 43.750) partendo dalla stima minima di 30.000€.