Giacinto Gigante (Napoli, 1806 – Napoli, 1876), pittore tra i maggiori interpreti del paesaggio italiano dell'Ottocento, è considerato il principale esponente della Scuola di Posillipo.
Dotato di una straordinaria sensibilità per la resa atmosferica e luministica, contribuì al rinnovamento della pittura di paesaggio, superando la tradizione vedutistica settecentesca in favore di una rappresentazione più spontanea e diretta della natura. Le sue opere, caratterizzate da una raffinata tecnica e da una profonda attenzione agli effetti della luce, esercitarono una significativa influenza sulla pittura napoletana e sullo sviluppo del naturalismo paesaggistico italiano.
Nato a Napoli nel 1806, Giacinto Gigante si forma in un ambiente familiare legato alle arti figurative: il padre Gaetano, incisore e disegnatore, lo introduce fin da giovane allo studio del disegno e della prospettiva. Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Napoli e approfondisce la pratica dell'acquerello, tecnica che diverrà il mezzo privilegiato della sua produzione. Negli stessi anni entra in contatto con gli artisti stranieri attivi a Napoli, in particolare con il pittore olandese Anton Sminck van Pitloo, fondatore della Scuola di Posillipo, dalla quale assimila l'interesse per la pittura dal vero e per l'osservazione diretta del paesaggio.
A partire dagli anni Trenta dell'Ottocento Gigante diviene uno dei protagonisti della vita artistica napoletana. I suoi soggiorni nei dintorni del golfo di Napoli, lungo la costiera sorrentina e in altre regioni dell'Italia meridionale gli offrono l'occasione per realizzare numerosi studi dal vero, successivamente tradotti in acquerelli e dipinti di grande freschezza espressiva. Nei suoi lavori il paesaggio non è più semplice descrizione topografica, ma diventa interpretazione poetica della natura, resa attraverso effetti atmosferici, trasparenze luminose e una tavolozza delicata.
Negli anni Quaranta e Cinquanta (dell'Ottocento) consolida la propria fama presso il collezionismo italiano ed europeo. Le sue vedute del Vesuvio, del golfo di Napoli, delle isole del Tirreno e dei principali monumenti del Mezzogiorno rispondono anche al gusto dei viaggiatori del Grand Tour, pur distinguendosi dalle tradizionali vedute per la libertà della pennellata e l'intensa partecipazione emotiva. Parallelamente realizza dipinti a olio, pur continuando a considerare l'acquerello il linguaggio più adatto alla rappresentazione della luce e delle variazioni atmosferiche.
Attorno alla sua figura si raccoglie un'importante cerchia di artisti, contribuendo allo sviluppo della seconda generazione della Scuola di Posillipo. La sua ricerca, fondata sull'osservazione diretta della natura e sull'immediatezza della visione, anticipa alcuni aspetti della pittura naturalista che caratterizzerà la seconda metà del secolo. Pur mantenendo un saldo legame con la tradizione romantica, Gigante interpreta il paesaggio con una sensibilità moderna, attenta agli aspetti quotidiani e alla mutevolezza delle condizioni climatiche.
Nel corso della sua lunga carriera partecipa alle principali esposizioni borboniche e nazionali, ottenendo ampi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico. Le sue opere entrano nelle raccolte di importanti collezionisti italiani e stranieri e contribuiscono a diffondere l'immagine del paesaggio meridionale in Europa. Parallelamente svolge un'intensa attività didattica, influenzando numerosi giovani pittori napoletani. Negli ultimi anni continua a lavorare con instancabile continuità, approfondendo la ricerca sugli effetti della luce e sulla rappresentazione della natura. Muore a Napoli nel 1876, lasciando un vastissimo corpus di dipinti, acquerelli e disegni. Oggi Giacinto Gigante è riconosciuto come uno dei maggiori paesaggisti dell'Ottocento italiano: la sua opera rappresenta uno dei momenti più alti della pittura romantica napoletana e costituisce un fondamentale punto di riferimento nella storia del paesaggismo europeo, grazie alla straordinaria capacità di coniugare osservazione del vero, lirismo e innovazione tecnica.
BLINDARTE si è spesso distinta per le aste dedicate alla città di Napoli e proprio Giacinto Gigante ha avuto spesso grande fortuna in queste occasioni, ricordiamo ad esempio Amalfi 1842 (aggiudicata a 3.500€).