Filippo de Pisis, pseudonimo di Luigi Filippo Tibertelli, nasce a Ferrara nel 1896. Fin da giovane manifesta un vivo interesse per la letteratura, la filosofia e le scienze naturali, affiancando agli studi umanistici una precoce attività di scrittore e poeta. L'ambiente culturale ferrarese e l'incontro con Giorgio de Chirico e Alberto Savinio negli anni della Metafisica esercitano una profonda influenza sulla sua formazione, orientandolo verso una concezione della pittura come strumento di evocazione poetica e di indagine della realtà.
Dopo le prime esperienze artistiche, negli anni Venti si trasferisce a Roma e successivamente a Parigi, città che rappresenta una tappa fondamentale della sua maturazione. Nella capitale francese entra in contatto con il vivace ambiente artistico internazionale e sviluppa uno stile personale, caratterizzato da una pittura rapida, luminosa e apparentemente spontanea. Nature morte, vedute urbane, paesaggi e figure diventano i soggetti privilegiati di una ricerca che unisce l'eleganza della tradizione italiana alla sensibilità della pittura francese moderna.
L'opera di De Pisis si distingue per una pennellata libera e vibrante, capace di trasformare l'osservazione quotidiana in una visione lirica e intimista. I suoi dipinti, costruiti attraverso veloci accostamenti cromatici e una materia pittorica leggera, restituiscono atmosfere sospese e malinconiche, nelle quali il tempo sembra rallentare. Oggetti comuni, fiori recisi, conchiglie, animali, marine e scorci cittadini diventano occasioni per riflettere sulla fugacità dell'esistenza e sulla bellezza effimera del reale.
Negli anni Trenta ottiene un crescente successo internazionale, esponendo regolarmente in Italia e all'estero. Parigi, Londra, Venezia e Milano costituiscono i principali centri della sua attività artistica, mentre la sua pittura si afferma come una delle espressioni più originali della figurazione europea del periodo. Pur mantenendo un dialogo con le avanguardie del Novecento, De Pisis conserva sempre una posizione autonoma, distante dalle appartenenze a movimenti organizzati e fedele a una ricerca profondamente personale.
Durante la Seconda guerra mondiale soggiorna a Venezia, dove realizza alcune delle sue vedute più celebri, dedicate alla laguna e alla città. Nel dopoguerra le sue condizioni di salute si aggravano progressivamente, senza tuttavia interrompere del tutto l'attività creativa. Nel 1949 viene ricoverato in una clinica psichiatrica a Brugherio e, negli ultimi anni della sua vita, continua a dipingere alternando momenti di intensa produzione a lunghi periodi di malattia. Filippo de Pisis muore a Milano nel 1956. Oggi è considerato una delle figure più significative della pittura italiana del XX secolo, capace di coniugare cultura letteraria, sensibilità poetica e straordinaria libertà espressiva. Le sue opere sono conservate nelle collezioni dei maggiori musei italiani e internazionali, tra cui la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Centre Pompidou di Parigi e numerose raccolte pubbliche e private. La sua ricerca continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la pittura del Novecento, grazie alla capacità di trasformare l'esperienza quotidiana in una raffinata meditazione sulla memoria, sul tempo e sulla natura.
Nel corso della sua storia BLINDARTE ha avuto in asta diverse opere di Filippo de Pisis come Via Margutta del 1947 (aggiudicata a 18.600€) e Chiesa dei gesuiti a Venezia eseguita nel 1944 (aggiudicata a 18.750€).