Emilio Tadini (Milano, 1927 – 2002) è stato una delle figure più poliedriche, colte e influenti del panorama culturale italiano del Secondo Novecento, incarnando la figura dell'intellettuale totale capace di fondere con assoluta naturalezza la narrazione letteraria, la saggistica e le arti visive, con opere pittoriche e scultoree celebri per l'iconografia onirica e i grandi cicli concettuali.
Cresciuto a Milano, manifesta fin da giovanissimo una precoce vocazione letteraria che nel 1947, a soli vent'anni, attira l'attenzione di Elio Vittorini, il quale pubblica il suo poema La passione secondo Matteo sulla prestigiosa rivista Il Politecnico, prima che il giovane autore si laurei in Lettere all’Università Cattolica di Milano e affianchi alla scrittura una feconda attività di traduttore di giganti come Stendhal, Paul Céline, William Faulkner ed Ezra Pound, debuttando ufficialmente come romanziere nel 1963 con Le armi l'amore, a cui seguiranno successi acclamati come La tempesta (1993) e La lunga notte. Parallelamente all'attività letteraria si consuma il suo esordio pittorico negli anni Cinquanta e, superata una prima fase vicina al realismo esistenziale, il suo stile evolve rapidamente verso una cifratura originale dove la pittura comincia a strutturarsi per grandi cicli tematici come Viaggio in Italia, Archeologia, I profughi e Fiabe, influenzati dal surrealismo di Max Ernst, dalla metafisica di De Chirico e da una declinazione colta della Pop Art inglese, sviluppando un "flusso di coscienza pittorico" in cui le leggi della gravità e dello spazio appaiono annullate e le tele si popolano di figure frammentate e oggetti quotidiani ricorrenti come bombette, cravatte e poltrone elevati a simboli enigmatici.
Il valore di questa ricerca visiva trova la consacrazione internazionale con gli inviti alla Biennale di Venezia nel 1978 e nel 1982, aprendo la strada a sperimentazioni con la scultura in ferro e il vetro di Murano, mentre negli anni Novanta Tadini rafforza il suo ruolo di opinionista culturale come editorialista per il Corriere della Sera, assumendo dal 1997 al 2000 la presidenza dell'Accademia di Belle Arti di Brera e coronando il suo legame con Milano con una monumentale mostra antologica a Palazzo Reale nel 2001, un anno prima della sua scomparsa.
BLINDARTE ha trattato diverse opere di Emilio Tadini all'interno delle sue aste, tra cui la grande tela intitolata Il museo che cade del 1986 aggiudicata a 18.750€.
Cresciuto a Milano, manifesta fin da giovanissimo una precoce vocazione letteraria che nel 1947, a soli vent'anni, attira l'attenzione di Elio Vittorini, il quale pubblica il suo poema La passione secondo Matteo sulla prestigiosa rivista Il Politecnico, prima che il giovane autore si laurei in Lettere all’Università Cattolica di Milano e affianchi alla scrittura una feconda attività di traduttore di giganti come Stendhal, Paul Céline, William Faulkner ed Ezra Pound, debuttando ufficialmente come romanziere nel 1963 con Le armi l'amore, a cui seguiranno successi acclamati come La tempesta (1993) e La lunga notte. Parallelamente all'attività letteraria si consuma il suo esordio pittorico negli anni Cinquanta e, superata una prima fase vicina al realismo esistenziale, il suo stile evolve rapidamente verso una cifratura originale dove la pittura comincia a strutturarsi per grandi cicli tematici come Viaggio in Italia, Archeologia, I profughi e Fiabe, influenzati dal surrealismo di Max Ernst, dalla metafisica di De Chirico e da una declinazione colta della Pop Art inglese, sviluppando un "flusso di coscienza pittorico" in cui le leggi della gravità e dello spazio appaiono annullate e le tele si popolano di figure frammentate e oggetti quotidiani ricorrenti come bombette, cravatte e poltrone elevati a simboli enigmatici.
Il valore di questa ricerca visiva trova la consacrazione internazionale con gli inviti alla Biennale di Venezia nel 1978 e nel 1982, aprendo la strada a sperimentazioni con la scultura in ferro e il vetro di Murano, mentre negli anni Novanta Tadini rafforza il suo ruolo di opinionista culturale come editorialista per il Corriere della Sera, assumendo dal 1997 al 2000 la presidenza dell'Accademia di Belle Arti di Brera e coronando il suo legame con Milano con una monumentale mostra antologica a Palazzo Reale nel 2001, un anno prima della sua scomparsa.
BLINDARTE ha trattato diverse opere di Emilio Tadini all'interno delle sue aste, tra cui la grande tela intitolata Il museo che cade del 1986 aggiudicata a 18.750€.