Emilio Notte, Le scolare (o le allieve), 1929 | Aggiudicato a 19.375 €
Emilio Notte nacque il 3 luglio 1891 a Ceggia, in provincia di Venezia, in un contesto sociale modesto che contribuì a formare la sua sensibilità verso le tematiche umane e collettive.
Fin da giovane manifestò un forte interesse per l’arte e si trasferì prima a Napoli, e poi a Venezia per studiare all’Accademia di Belle Arti, ambiente fondamentale per la sua formazione culturale. Pur ricevendo un’educazione accademica, Notte sviluppò presto un atteggiamento critico e autonomo, confrontandosi con le correnti artistiche più innovative del suo tempo e frequentando ambienti intellettuali vivaci, anche al di fuori dell’istituzione scolastica.
Negli anni giovanili entrò in contatto con il Futurismo, movimento che influenzò profondamente la sua prima produzione. In questa fase Notte mostrò interesse per il dinamismo, la modernità e il senso del movimento, traducendo tali principi in composizioni caratterizzate da forme spezzate, linee di forza e colori vivaci. Tuttavia, la sua adesione al Futurismo non fu mai dogmatica e lasciò presto spazio a una riflessione più ampia sul ruolo della tradizione e della figura umana.
In questo periodo si spostò tra diverse città, in particolare Venezia e Milano, centri fondamentali per la diffusione delle avanguardie. Negli anni Venti e Trenta Notte acquisì una crescente notorietà, partecipando a importanti esposizioni e mostre nazionali, tra cui le rassegne ufficiali e la Biennale di Venezia. In questo periodo aderì al movimento del Novecento Italiano, che proponeva un ritorno all’ordine e alla classicità.
In questo periodo la sua pittura divenne più equilibrata e monumentale: le figure apparivano solide, statiche, costruite con volumi compatti e inserite in composizioni rigorose. Notte recuperò modelli della tradizione rinascimentale e classica, reinterpretandoli in chiave moderna, con un linguaggio pittorico essenziale ma solenne. Parallelamente alla sua attività artistica, si affermò anche come intellettuale attento ai rapporti tra arte, cultura e società, riflettendo sul ruolo dell’artista nel mondo moderno. La Seconda guerra mondiale rappresentò una svolta decisiva nella sua vita.
Gli eventi bellici, il crollo del regime fascista e l’esperienza della Resistenza influenzarono profondamente il suo pensiero e la sua arte. Nel dopoguerra, Notte si avvicinò con convinzione a posizioni politiche di sinistra, vedendo nell’arte uno strumento di testimonianza e di impegno civile. Questo orientamento si tradusse in una pittura sempre più esplicitamente sociale, capace di raccontare il lavoro, la sofferenza, la lotta e la dignità dell’uomo. I suoi dipinti affrontarono temi come il lavoro, la lotta di classe, la sofferenza e la dignità dell’essere umano, utilizzando uno stile più espressionista, caratterizzato da colori intensi, accesi e drammatici, e da figure spesso deformate per accentuarne la forza emotiva.
Notte si stabilì in questi anni a Napoli, dove fu chiamato a insegnare pittura presso l’Accademia di Belle Arti. La città rappresentò per lui un luogo fondamentale di confronto umano e culturale. Napoli, con le sue forti contraddizioni sociali, la vitalità popolare e le difficili condizioni di vita del proletariato urbano, offrì a Notte un contesto ideale per sviluppare e approfondire la sua concezione di arte come strumento di impegno civile. Quando viene nominato Direttore dell'Accademia diviene un maestro riconosciuto in tutta Italia con fama di ardito sperimentatore, anche grazie alle diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia e alla II e III Quadriennale di Roma. La sua reputazione deriva soprattutto dal rapporto con gli allievi, che sono attratti dalla sua didattica innovativa: dalla scuola di Notte usciranno nomi rilevanti come Carlo Alfano, Guido Biasi, Mario Colucci, Lucio Del Pezzo, Mimmo Jodice, Mimmo Rotella, Vincenzo Romano Salvia, Luigi Malice e molti altri.
Emilio Notte morì a Venezia nel 1982, lasciando un’eredità artistica complessa e significativa. La sua vita, attraversata da guerre, avanguardie, crisi politiche e trasformazioni sociali, si rispecchia pienamente nella sua opera. Per questo Notte è oggi considerato non solo un pittore del Novecento italiano, ma anche un testimone consapevole del suo tempo, capace di unire ricerca formale, esperienza personale e impegno civile. Attraversando diversi movimenti senza mai perdere coerenza, Notte ha lasciato una testimonianza artistica profonda e consapevole, oggi conservata in musei e collezioni pubbliche e private, che continua a essere studiata per il suo valore storico e culturale.
Tra le aggiudicazioni più importanti dell'artista quelle nell'asta BLINDARTE n.101 del Novembre 2021: l’imponente tela intitolata Le scolare (o le allieve) aggiudicata a 19.375€ e Le bagnanti aggiudicato a 17.500€
Fin da giovane manifestò un forte interesse per l’arte e si trasferì prima a Napoli, e poi a Venezia per studiare all’Accademia di Belle Arti, ambiente fondamentale per la sua formazione culturale. Pur ricevendo un’educazione accademica, Notte sviluppò presto un atteggiamento critico e autonomo, confrontandosi con le correnti artistiche più innovative del suo tempo e frequentando ambienti intellettuali vivaci, anche al di fuori dell’istituzione scolastica.
Negli anni giovanili entrò in contatto con il Futurismo, movimento che influenzò profondamente la sua prima produzione. In questa fase Notte mostrò interesse per il dinamismo, la modernità e il senso del movimento, traducendo tali principi in composizioni caratterizzate da forme spezzate, linee di forza e colori vivaci. Tuttavia, la sua adesione al Futurismo non fu mai dogmatica e lasciò presto spazio a una riflessione più ampia sul ruolo della tradizione e della figura umana.
In questo periodo si spostò tra diverse città, in particolare Venezia e Milano, centri fondamentali per la diffusione delle avanguardie. Negli anni Venti e Trenta Notte acquisì una crescente notorietà, partecipando a importanti esposizioni e mostre nazionali, tra cui le rassegne ufficiali e la Biennale di Venezia. In questo periodo aderì al movimento del Novecento Italiano, che proponeva un ritorno all’ordine e alla classicità.
In questo periodo la sua pittura divenne più equilibrata e monumentale: le figure apparivano solide, statiche, costruite con volumi compatti e inserite in composizioni rigorose. Notte recuperò modelli della tradizione rinascimentale e classica, reinterpretandoli in chiave moderna, con un linguaggio pittorico essenziale ma solenne. Parallelamente alla sua attività artistica, si affermò anche come intellettuale attento ai rapporti tra arte, cultura e società, riflettendo sul ruolo dell’artista nel mondo moderno. La Seconda guerra mondiale rappresentò una svolta decisiva nella sua vita.
Gli eventi bellici, il crollo del regime fascista e l’esperienza della Resistenza influenzarono profondamente il suo pensiero e la sua arte. Nel dopoguerra, Notte si avvicinò con convinzione a posizioni politiche di sinistra, vedendo nell’arte uno strumento di testimonianza e di impegno civile. Questo orientamento si tradusse in una pittura sempre più esplicitamente sociale, capace di raccontare il lavoro, la sofferenza, la lotta e la dignità dell’uomo. I suoi dipinti affrontarono temi come il lavoro, la lotta di classe, la sofferenza e la dignità dell’essere umano, utilizzando uno stile più espressionista, caratterizzato da colori intensi, accesi e drammatici, e da figure spesso deformate per accentuarne la forza emotiva.
Notte si stabilì in questi anni a Napoli, dove fu chiamato a insegnare pittura presso l’Accademia di Belle Arti. La città rappresentò per lui un luogo fondamentale di confronto umano e culturale. Napoli, con le sue forti contraddizioni sociali, la vitalità popolare e le difficili condizioni di vita del proletariato urbano, offrì a Notte un contesto ideale per sviluppare e approfondire la sua concezione di arte come strumento di impegno civile. Quando viene nominato Direttore dell'Accademia diviene un maestro riconosciuto in tutta Italia con fama di ardito sperimentatore, anche grazie alle diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia e alla II e III Quadriennale di Roma. La sua reputazione deriva soprattutto dal rapporto con gli allievi, che sono attratti dalla sua didattica innovativa: dalla scuola di Notte usciranno nomi rilevanti come Carlo Alfano, Guido Biasi, Mario Colucci, Lucio Del Pezzo, Mimmo Jodice, Mimmo Rotella, Vincenzo Romano Salvia, Luigi Malice e molti altri.
Emilio Notte morì a Venezia nel 1982, lasciando un’eredità artistica complessa e significativa. La sua vita, attraversata da guerre, avanguardie, crisi politiche e trasformazioni sociali, si rispecchia pienamente nella sua opera. Per questo Notte è oggi considerato non solo un pittore del Novecento italiano, ma anche un testimone consapevole del suo tempo, capace di unire ricerca formale, esperienza personale e impegno civile. Attraversando diversi movimenti senza mai perdere coerenza, Notte ha lasciato una testimonianza artistica profonda e consapevole, oggi conservata in musei e collezioni pubbliche e private, che continua a essere studiata per il suo valore storico e culturale.
Tra le aggiudicazioni più importanti dell'artista quelle nell'asta BLINDARTE n.101 del Novembre 2021: l’imponente tela intitolata Le scolare (o le allieve) aggiudicata a 19.375€ e Le bagnanti aggiudicato a 17.500€