Domenico Gargiulo, detto Micco Spadaro

gio 22 Gennaio 2026

Domenico Gargiulo, detto Micco Spadaro - Artisti

Micco Spadaro, a) Mosè fa scaturire l�acqua dalla rupe b) Adorazione del vitello d�oro | Aggiudicato a 150.000,00 €
Micco Spadaro, a) Mosè fa scaturire l�acqua dalla rupe b) Adorazione del vitello d�oro | Aggiudicato a 150.000,00 €
Micco Spadaro, pseudonimo di Domenico Gargiulo (Napoli, 1610 - 1675), fu uno dei più originali e significativi pittori napoletani del Barocco, noto soprattutto per le sue scene di genere, per i dipinti di storia contemporanea e per la straordinaria capacità di raccontare la città di Napoli con realismo, vivacità narrativa e acuto senso dell’osservazione. Nato a Napoli nel 1609 in una famiglia di modeste condizioni sociali, Domenico Gargiulo ricevette la sua prima formazione artistica nella vivace e complessa realtà culturale partenopea del primo Seicento. Il soprannome “Micco Spadaro” deriva con ogni probabilità dal mestiere del padre, fabbro o spadaro, e divenne nel tempo il nome con cui l’artista fu universalmente conosciuto. La sua educazione pittorica avvenne in un contesto profondamente segnato dal naturalismo caravaggesco, che a Napoli trovò una delle sue espressioni più intense e drammatiche. Micco Spadaro entrò in contatto con l’opera di artisti come Giovan Battista Caracciolo, Salvator Rosa e Luca Giordano, dai quali trasse stimoli fondamentali per lo sviluppo del proprio linguaggio pittorico. Fu inoltre allievo di Aniello Falcone, celebre per le sue scene di battaglia, dal quale apprese il gusto per la rappresentazione di eventi storici, l’attenzione al movimento e la capacità di orchestrare composizioni complesse e affollate. Nel corso della sua carriera, Micco Spadaro si distinse in modo particolare per la rappresentazione di paesaggi urbani, scene di vita quotidiana e cronache visive della città di Napoli, diventando uno dei più acuti interpreti della realtà sociale del suo tempo. Le sue opere restituiscono con straordinaria efficacia la vitalità della città, popolata da mercanti, popolani, nobili, soldati e mendicanti, colti in momenti di vita ordinaria o durante eventi eccezionali. Un aspetto centrale della sua produzione è la capacità di fondere pittura di genere e pittura storica, trasformando fatti reali in immagini di forte impatto narrativo e documentario. Tra i soggetti più celebri figurano le rappresentazioni della rivolta di Masaniello del 1647, evento cruciale nella storia napoletana, e il terremoto del 1638, testimonianza visiva di una tragedia collettiva. In queste opere, Micco Spadaro non si limita a descrivere l’evento, ma ne restituisce il dramma umano, il caos e la partecipazione emotiva della folla. Dal punto di vista stilistico, la pittura di Micco Spadaro si caratterizza per un realismo diretto e incisivo, unito a una composizione barocca dinamica e teatrale. L’uso del colore, la resa dei movimenti e la molteplicità dei personaggi contribuiscono a creare scene dense e coinvolgenti, in cui l’osservatore è invitato a immergersi nella realtà rappresentata. Micco Spadaro morì a Napoli nel 1675, lasciando un corpus di opere che costituisce una delle più importanti testimonianze visive della vita, della storia e della società napoletana del Seicento. Oggi è riconosciuto come una figura fondamentale della pittura barocca napoletana e come uno dei primi artisti capaci di trasformare la cronaca urbana in pittura di alto valore artistico e storico. Blindarte nel 2015 ha aggiudicato per 150.000,00 € la coppia di oli su tela Mosè fa scaturire l'acqua dalla rupe e la Adorazione del vitello d'oro.