Cy Twombly (Lexington, 1928 – Roma, 2011), inizia ad interessarsi all’arte da adolescente, seguendo tra i quattordici e i diciotto anni i corsi di Pierre Daura. Tra il 1948 e il 1951 frequenta la School of the Museum of Fine Arts di Boston, dove l’Espressionismo Tedesco è la corrente artistica più studiata, la Washington and Lee University di Lexington e l’Art Students League di New York, dove incontra Robert Rauschenberg. In questi anni, l'artista si interessa principalmente al Dada e al Surrealismo, ama le opere di Kurt Schwitters, Chaïm Soutine e Lovis Corinth, oltre ai lavori di Alberto Giacometti e Jean Dubuffet. A New York, poi, ha modo di familiarizzare con le opere di Jackson Pollock, Mark Rothko, Barnett Newman, Clyfford Still e Robert Motherwell alla Betty Parsons e alla Samuel Kootz Gallery, così come con Willem de Kooning e Franz Kline alla Egan Gallery.
E così, tenendo conto dei sui interessi, su suggerimento di Rauschenberg, nel 1951-52 inizia a studiare al Black Mountain College in North Carolina, dove segue i corsi, tra gli altri, di insegnanti quali Franz Kline, Robert Motherwell e Ben Shahn. Sempre nel 1951 la Kootz Gallery di New York gli dedica la sua prima personale dopo quella organizzata dalla The Seven Stairs Gallery di Chicago. La sua opera in questo periodo risente dell’espressionismo in bianco e nero di Kline e dell’immaginario giocoso di Paul Klee.
Nel 1952 una borsa di studio del Virginia Museum of Fine Arts gli consente di viaggiare in Nord-Africa, Spagna, Francia e Italia, dove le sue prime mostre vengono organizzate nel corso della primavera dell’anno successivo: prima alla Galleria di Via della Croce 71 (Roma) e poi alla Galleria d’Arte Contemporanea di Firenze.
Al suo ritorno negli Stati Uniti, nel 1953, entra nell’esercito come crittografo. Lo stesso anno espone alla Stable Gallery (New York) e alla Little Gallery (Pincerton, New York). Tra il 1955 e il 1959 lavora a New York e in Italia, dove infine, su suggerimento del collega Toti Scialoja, decide di stabilirsi a Roma. Espone nuovamente alla Stable Gallery e seleziona un piccolo gruppo di opere, Tiznit, A-Oe, Solon I, Solon II, Quaday, La-La, Volubilus, Marrakech, per un’esposizione alla Catholic University di Washington D.C.
Stabilitosi a Roma, lavora nello studio di Salvatore Scarpitta in Via Margutta e nel 1958 espone alla Galleria La Tartaruga, alla Galleria del Cavallino di Venezia e alla Galleria del Naviglio a Milano. Ritorna a New York, dove stringe un lungo sodalizio con la Leo Castelli Gallery.
Intorno alla metà degli anni Sessanta Twombly inizia anche a lavorare alla serie dei “gray printings”, di cui un primo nucleo viene esposto alla Galleria Notizie di Torino e successivamente da Leo Castelli. Nel 1968 il Milwaukee Art Centre presenta la prima grande retrospettiva statunitense dedicata all’artista intitolata Cy Twombly: Paintings and Drawings. Ne seguiranno altre, nel corso degli anni, come ad esempio quelle organizzate dal The Whitney Museum of American Art nel 1979, dalla Kunsthaus Zürich nel 1987, dal Musée National d’Art Moderne di Parigi nel 1988, dal MoMA di New York nel 1994, dalla Pinakothek der Moderne di Monaco nel 2006, dalla Tate Modern di Londra nel 2008 e dall’Art Institute of Chicago nel 2009. Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, Twombly viaggia continuamente tra gli Stati Uniti e l’Italia. Tra il 1977 e il 1978 realizza il ciclo monumentale in dieci tele, Fifty Days at Iliam, allestito nel 1978 alla Lone Star Foundation di New York.
Gli anni Ottanta si aprono con la partecipazione alla 39a edizione della Biennale di Venezia con un ciclo di opere intitolato Five Days Wait at Jiayuguan. Nela 1981 è la volta poi della prima mostra sulle sculture, realizzate da Twombly a partire dal 1958, al Museum Haus Lange di Krefeld. Lo stesso anno viene inaugurata al Newport Harbor Art Museum (Newport Beach, California) una mostra di opere su carta successivamente allestita al Elvehjem Museum of Art (Madison), al Virginia Museum of Fine Arts (Richmond) e alla Art Gallery of Ontario (Toronto).
Nel settembre 1994 viene allestita una nuova retrospettiva su Twombly al MoMA, in seguito trapiantata anche alla Menil Collection di Houston, al Museum of Modern Art di Los Angeles e alla Neue Nationalgalerie di Berlino. L’anno successivo a Houston apre la Cy Twombly Gallery per esporre le opere realizzate a partire dal 1954.
Nel 2011, anno in cui Twombly si spegne a Roma, a suggellare una carriera davvero molto lunga e prolifica.
Nel 2017 un’opera di Cy Twombly è stata aggiudicata da BLINDARTE a quasi 470.000€
E così, tenendo conto dei sui interessi, su suggerimento di Rauschenberg, nel 1951-52 inizia a studiare al Black Mountain College in North Carolina, dove segue i corsi, tra gli altri, di insegnanti quali Franz Kline, Robert Motherwell e Ben Shahn. Sempre nel 1951 la Kootz Gallery di New York gli dedica la sua prima personale dopo quella organizzata dalla The Seven Stairs Gallery di Chicago. La sua opera in questo periodo risente dell’espressionismo in bianco e nero di Kline e dell’immaginario giocoso di Paul Klee.
Nel 1952 una borsa di studio del Virginia Museum of Fine Arts gli consente di viaggiare in Nord-Africa, Spagna, Francia e Italia, dove le sue prime mostre vengono organizzate nel corso della primavera dell’anno successivo: prima alla Galleria di Via della Croce 71 (Roma) e poi alla Galleria d’Arte Contemporanea di Firenze.
Al suo ritorno negli Stati Uniti, nel 1953, entra nell’esercito come crittografo. Lo stesso anno espone alla Stable Gallery (New York) e alla Little Gallery (Pincerton, New York). Tra il 1955 e il 1959 lavora a New York e in Italia, dove infine, su suggerimento del collega Toti Scialoja, decide di stabilirsi a Roma. Espone nuovamente alla Stable Gallery e seleziona un piccolo gruppo di opere, Tiznit, A-Oe, Solon I, Solon II, Quaday, La-La, Volubilus, Marrakech, per un’esposizione alla Catholic University di Washington D.C.
Stabilitosi a Roma, lavora nello studio di Salvatore Scarpitta in Via Margutta e nel 1958 espone alla Galleria La Tartaruga, alla Galleria del Cavallino di Venezia e alla Galleria del Naviglio a Milano. Ritorna a New York, dove stringe un lungo sodalizio con la Leo Castelli Gallery.
Intorno alla metà degli anni Sessanta Twombly inizia anche a lavorare alla serie dei “gray printings”, di cui un primo nucleo viene esposto alla Galleria Notizie di Torino e successivamente da Leo Castelli. Nel 1968 il Milwaukee Art Centre presenta la prima grande retrospettiva statunitense dedicata all’artista intitolata Cy Twombly: Paintings and Drawings. Ne seguiranno altre, nel corso degli anni, come ad esempio quelle organizzate dal The Whitney Museum of American Art nel 1979, dalla Kunsthaus Zürich nel 1987, dal Musée National d’Art Moderne di Parigi nel 1988, dal MoMA di New York nel 1994, dalla Pinakothek der Moderne di Monaco nel 2006, dalla Tate Modern di Londra nel 2008 e dall’Art Institute of Chicago nel 2009. Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, Twombly viaggia continuamente tra gli Stati Uniti e l’Italia. Tra il 1977 e il 1978 realizza il ciclo monumentale in dieci tele, Fifty Days at Iliam, allestito nel 1978 alla Lone Star Foundation di New York.
Gli anni Ottanta si aprono con la partecipazione alla 39a edizione della Biennale di Venezia con un ciclo di opere intitolato Five Days Wait at Jiayuguan. Nela 1981 è la volta poi della prima mostra sulle sculture, realizzate da Twombly a partire dal 1958, al Museum Haus Lange di Krefeld. Lo stesso anno viene inaugurata al Newport Harbor Art Museum (Newport Beach, California) una mostra di opere su carta successivamente allestita al Elvehjem Museum of Art (Madison), al Virginia Museum of Fine Arts (Richmond) e alla Art Gallery of Ontario (Toronto).
Nel settembre 1994 viene allestita una nuova retrospettiva su Twombly al MoMA, in seguito trapiantata anche alla Menil Collection di Houston, al Museum of Modern Art di Los Angeles e alla Neue Nationalgalerie di Berlino. L’anno successivo a Houston apre la Cy Twombly Gallery per esporre le opere realizzate a partire dal 1954.
Nel 2011, anno in cui Twombly si spegne a Roma, a suggellare una carriera davvero molto lunga e prolifica.
Nel 2017 un’opera di Cy Twombly è stata aggiudicata da BLINDARTE a quasi 470.000€