Carlo Scarpa (Venezia, 1906 – Sendai, 1978), architetto, designer e docente, è considerato una delle figure più autorevoli dell'architettura italiana del Novecento.
La sua ricerca, fondata sul costante dialogo tra tradizione artigianale, cultura materiale e innovazione progettuale, ha dato vita a un linguaggio inconfondibile, caratterizzato da una straordinaria attenzione al dettaglio costruttivo, alla qualità dei materiali e al rapporto tra spazio, luce e memoria. Pur mantenendo una posizione autonoma rispetto ai principali movimenti dell'architettura moderna, Scarpa ha profondamente influenzato la cultura del progetto contemporaneo, ridefinendo il concetto di restauro, allestimento museale e architettura degli interni.
Nato a Venezia nel 1906, trascorre l'infanzia tra Vicenza e il capoluogo lagunare. Frequenta la Regia Accademia di Belle Arti di Venezia, dove consegue il diploma in disegno architettonico nel 1926. Pur non ottenendo l'abilitazione professionale come architetto, avvia fin dagli esordi una intensa attività progettuale, collaborando con studi professionali e sviluppando una profonda conoscenza delle tecniche costruttive e delle arti applicate. La formazione veneziana, unita all'interesse per la tradizione artigianale locale, costituirà il fondamento della sua poetica progettuale.
Tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta collabora con la manifattura Venini, per la quale progetta numerosi oggetti in vetro destinati a rinnovare il linguaggio della produzione muranese. Le sue sperimentazioni sulle forme, sui colori e sulle tecniche di lavorazione contribuiscono al rilancio internazionale del vetro artistico veneziano, ponendolo tra i protagonisti del design italiano prima ancora della sua piena affermazione come architetto.
L'attività di designer accompagna l'intera carriera di Scarpa e costituisce uno degli aspetti più originali della sua ricerca. Oltre alla lunga collaborazione con Venini, progetta arredi, tavoli, sedute, lampade, allestimenti e oggetti d'uso nei quali ogni dettaglio nasce dall'attenta sperimentazione delle qualità espressive dei materiali. Legno, vetro, pietra, ottone, ferro e cemento vengono accostati con raffinata sensibilità artigianale, dando vita a soluzioni formali di grande eleganza e innovazione. I suoi mobili e complementi d'arredo, spesso concepiti come pezzi unici o prodotti in serie limitata, testimoniano una costante ricerca sull'equilibrio tra funzione, costruzione e valore estetico, anticipando molti temi del design contemporaneo. Attraverso la collaborazione con aziende, artigiani e manifatture specializzate, Scarpa contribuì in modo determinante al rinnovamento del design italiano del secondo dopoguerra, affermando una concezione del progetto nella quale architettura, arti decorative e design si integrano in un'unica visione culturale.
Nel secondo dopoguerra la sua attività si concentra sempre più sull'architettura, sul restauro e sull'allestimento museale. Attraverso interventi di straordinaria sensibilità progettuale, Scarpa elabora un metodo fondato sul rispetto della preesistenza storica e sulla leggibilità del nuovo intervento, instaurando un dialogo continuo tra antico e contemporaneo. Opere come l'allestimento di Palazzo Abatellis a Palermo, il Museo di Castelvecchio a Verona e la Fondazione Querini Stampalia a Venezia rappresentano alcuni dei risultati più alti della museografia del Novecento, nei quali architettura, luce, acqua e materia concorrono alla costruzione di un'esperienza spaziale di eccezionale intensità.
Parallelamente realizza abitazioni private, negozi, sedi aziendali e interventi monumentali che testimoniano una costante ricerca sull'articolazione dello spazio e sulla qualità esecutiva. Tra le opere più significative figurano la sistemazione della Gipsoteca Antonio Canova a Possagno, il Negozio Olivetti in Piazza San Marco a Venezia, la Tomba Brion a San Vito d'Altivole e numerosi allestimenti per la Biennale di Venezia. In ciascun progetto ogni elemento, dal disegno di una scala alla lavorazione di una maniglia, viene concepito come parte integrante di un organismo architettonico unitario.
Dal 1962 insegna composizione architettonica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), dove esercita una profonda influenza sulle nuove generazioni di progettisti. La sua attività didattica, come quella professionale, è improntata a un rigoroso controllo del dettaglio costruttivo e a una concezione dell'architettura quale disciplina capace di coniugare tecnica, arte e cultura.
Nel corso della sua carriera partecipa alle principali esposizioni internazionali di architettura e design, ricevendo numerosi riconoscimenti per la qualità della sua ricerca progettuale. La critica individua nella sua opera una sintesi originale tra modernità e tradizione, tra sapere artigianale e innovazione tecnologica, riconoscendogli un ruolo centrale nel panorama dell'architettura del secondo Novecento.
Nel 1978, durante un viaggio in Giappone, paese la cui cultura esercitò su di lui una profonda influenza, rimane vittima di un incidente che ne provoca la morte a Sendai. Per sua volontà viene sepolto nel complesso monumentale della Tomba Brion, da lui stesso progettata, uno dei capolavori assoluti dell'architettura contemporanea. Oggi Carlo Scarpa è riconosciuto come uno dei maggiori maestri dell'architettura del XX secolo. La sua opera continua a rappresentare un riferimento imprescindibile per architetti, designer e studiosi di tutto il mondo, distinguendosi per l'eccezionale capacità di coniugare memoria, invenzione, precisione costruttiva e sensibilità poetica in un linguaggio di straordinaria eleganza e modernità.
Nel corso delle aste dedicate al design BLINDARTE ha raggiunto ottimi risultati con opere di Scarpa come ad esempio il Tavolo modello Samo della serie Ultrarazionale (aggiudicato a 4.750€).