Andy Warhol

gio 8 Gennaio 2026


Andy Warhol, Ritratto della Principessa Giovanna Pignatelli d’Aragona Cortés | Aggiudicato a 207.500€
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Andy Warhol, pseudonimo di Andrew Warhola, nacque a Pittsburgh il 6 agosto del 1928, ultimogenito dei tre figli di Ondrej Warhola e Júlia Justína Zavacká , entrambi immigrati cecoslovacchi. Warhol è stata una figura emblematica della pittura americana, padre della Pop Art. Pittore, sculture, fotografo, cineasta e produttore di gruppi musicali cambiò l’idea stessa di artista, che per la prima volta divenne imprenditore di sé stesso. Timido e ossessionato dall’idea di ritenersi brutto, Warhol era dotato di un’abilità comunicativa non comune e di una grande capacità di osservazione, tutte abilità che gli permisero di trasformare la propria vita e costruire un’immagine di “divo” prima che di artista. La sua vocazione artistica nacque da piccolo quando, in seguito a una grave malattia, la madre gli regalò l’occorrente per disegnare. Iniziò a lavorare a New York come grafico pubblicitario presso alcune riviste come: Vogue, Harper’s Bazar e Glamour.

Fu dal mondo della comunicazione pubblicitaria che approdò all’arte, elaborando un linguaggio impersonale e volto a fare un tipo di arte che fosse registrazione “oggettiva” della realtà. A tal fine, oltre che per avviare una produzione seriale delle sue opere (la serialità è uno dei tratti distintivi dell’arte di Andy Warhol), l’artista americano utilizzò tecniche di produzione industriale come la serigrafia su tela (una tecnica di stampa artistica che utilizza come matrice un supporto tessile, di acciaio o nylon). Warhol è noto anche per aver creato la Factory, luogo in cui confluirono artisti emergenti e le superstar del periodo, che divenne famosa anche per le feste all’avanguardia (si diceva infatti che una festa senza Andy Warhol non fosse realmente una festa). 

Nel 1952 Warhol espose per la prima volta, alla Hugo Gallery di New York, portando quindici disegni ispirati agli scritti dello scrittore Truman Capote, di cui sarebbe rimasto amico per molto tempo. Nello stesso anno la madre Julia Warhola si trasferì a New York, dove avrebbe vissuto insieme a suo figlio fino al 1971. L’artista ebbe un rapporto molto profondo con la madre, che viene considerata una delle persone più influenti della sua vita e che lavorò a stretto contatto con Andy. Due anni dopo, tenne la prima mostra personale alla Loft Gallery, sempre nella Grande Mela. All’inizio degli anni Sessanta, Warhol eseguì i suoi primi disegni dedicati al mondo dei fumetti e della pubblicità. È importante evidenziare che in questi anni la scena artistica americana era dominata dall’action painting (“pittura d’azione”), tecnica in cui il colore veniva fatto gocciolare in maniera spontanea, altre volte veniva lanciato sulla tela. L’artista sfruttava il “caso” e l’opera nasceva non da un progetto a priori, ma da un processo di improvvisazione. Warhol si discostò da tutto questo e scelse di riprodurre la realtà che lo circonda nella maniera più fredda e distaccata possibile, industriale e massificata. Su di lui ebbe una forte influenza la mostra che vide alla Leo Castelli Gallery dell’artista pop americano Roy Lichtenstein, che al tempo non conosceva, ma ne rimase profondamente affascinato.

Nel 1962 iniziò ad usare la tecnica serigrafica su tela e portò alle estreme conseguenze il principio dell’illimitata riproducibilità dell’opera d’arte. Cambiò anche i temi delle sue opere: zuppe in scatole, bottiglie di Coca-Cola e detersivi. I Sessanta furono gli anni in cui si affermò Warhol: nel 1962 espose per la prima volta alla Ferus Gallery di Los Angeles le sue Campbell’s soup cans, e due anni più tardi ebbe una mostra alla Leo Castello Gallery di New York. In questo periodo espose alcune opere al Salomon R. Guggenheim di New York e presso la Washington Gallery of Modern Art, e intanto un articolo pubblicato su Time lo citò come “artista pop”. Di fatto erano gli inizi della Pop Art. Gli spazi della casa di Andy non furono più sufficienti a contenere un’attività creativa in piena espansione, così nel 1964 stabilì il suo studio al 231 East della 47th Street, negli ampi locali che avrebbero poi preso il nome di Factory: centro di produzione artistica non lontano dallo spirito delle botteghe medievali, in cui il maestro viveva con gli allievi e indicava loro che cosa dovevano e potevano fare. Di qui passarono le menti più brillanti e aperte della “Grande Mela” come i cantanti Jim Morrison, Bob Dylan e David Bowie, lo scrittore e attore Truman Capote, o ancora gli artisti Jean-Michael Basquiat e Keith Haring. Tutti collaborarono alla realizzazione di serigrafie e litografie. Fu proprio alla Factory che vennero girati i primi film di Warhol come Sleep and eat (1963), in cui un poeta dorme per sei ore, oppure Empire (1964), che ritrae per otto ore la stessa immagine del grattacielo Empire State Building. Ne nacquero anche produzioni cinematografiche di un certo successo di pubblico, tra cui Trash (1969), sulla vita di giovani tossicodipendenti.

Nel 1965 arrivò la prima mostra parigina, dedicata ai Flowers (1964) presso la Galleria Ileana Sonnabend, in cui Andy si descrive come “un artista in pensione” che sta pensando di dedicarsi al cinema. Pochi anni più tardi, 1968, Warhol venne ferito con una serie di colpi d’arma da fuoco dalla femminista Valerie Solanas. L’incidente danneggiò tutti i principali organi interni dell’artista e segnò profondamente la sua vita, come raccontò l’amica e assistente Pat Hackett: “da quel 3 giugno del ’68 Andy si è considerato un uomo tornato ufficialmente ‘alla vita dalla morte’”. Negli anni Settanta, Andy iniziò a ricevere un grande numero di commissioni esterne per la realizzazione di ritratti. Tra i committenti: i cantanti Mick Jagger, John Lennon, Diana Ross e le attrici Brigitte Bardot e Liza Minelli. In questo periodo pubblicò una stampa raffigurante Richard Nixon (al tempo candidato alle presidenziali contro George McGrove), con la scritta “Vote McGroven” (Vota McGroven), esplicito riferimento alla contesa per l’elezione presidenziale in corso. A partire da questa presa di posizione Andy fu costantemente sottoposto al controllo dell’International Revenue Service ovvero l’agenzia fiscale degli Stati Uniti. Nel 1975 Venne pubblicato il libro The Philosophy of Andy Warhol (from A to B and Back Again), un libro ricco di citazioni del “re del pop” su amore, sesso, bellezza, tempo e morte, e poco più tardi l’artista realizzò le celebri Self-portraits with Skulls (1978) e la serie Shadows (1978) e Oxidation Paintings (1978).

All’inizio degli anni Ottanta l’artista americano cominciò a lavorare ad alcuni programmi televisivi: Fashion, in cui una volta alla settimana con gli amici della Factory ma anche artisti emergenti e nuove rockstar, parlavano per mezz’ora; ci fu poi anche Andy Warhol’s TV, in cui Andy fu paradossalmente assente; dal 1985 studiò un programma per il canale televisivo MTV, intitolato Andy Warhol’s Fifteens Minutes, che nel titolo riprese la più celebre delle sue massime: “nel futuro ognuno sarà famoso in tutto il mondo per 15 minuti”. Il “re del pop” morì il 22 febbraio 1985 all’età di 52 anni a causa di alcune complicazioni che insorsero dopo un intervento alla cistifellea. Dopo i funerali, durante i quali l’artista Yoko Ono tenne un discorso, il suo corpo venne sepolto accanto a quello dei familiari in un cimitero alla periferia di Pittsburgh, sua città natale.

Andy Warhol è un artista che figura tra quelli di maggior successo per la BLINDARTE. Oltre alle famose serigrafie: Vesuvius, Marylin, Mao etc. sono diversi i successi anche per la vendita di dipinti, tra cui il Ritratto di Lella aggiudicato ad oltre 157.000€ e il Ritratto della Principessa Giovanna Pignatelli d’Aragona Cortés, aggiudicato a 207.500€