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Filippo de Pisis (1896 - 1956)
Contadino, 1925
Olio su tela reintelata
cm 53x43,7
Provenienza:
Collezione privata, Milano
Bibliografia:
De Pisis. Catalogo generale. Tomo primo. Opere 1908-1938, a cura di Giuliano Briganti con la collaborazione di Daniela De Angelis, Milano, Electa, 1991, illustrato a p.71 (n. 1925, 17)
Esposizioni:
Diario senza date. Filippo de Pisis (1896-1956), Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Villa Franceschi, Riccione, dal 28 giugno al 2 settembre 2012
Opera registrata presso l'Archivio De Pisis a cura dell'Associazione per Filippo De Pisis, Milano, con numero 03252 come da certificato rilasciato in data 29 ottobre 2008
Esposizioni:
Diario senza date. Filippo de Pisis (1896-1956), Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Villa Franceschi, Riccione, dal 28 giugno al 2 settembre 2012
Opera registrata presso l'Archivio De Pisis a cura dell'Associazione per Filippo De Pisis, Milano, con numero 03252 come da certificato rilasciato in data 29 ottobre 2008
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Filippo de Pisis (Ferrara, 1896 - Milano, 1956) rappresenta una delle voci più liriche, indipendenti e colte del panorama pittorico del Novecento italiano ed europeo. La sua parabola artistica si sviluppa lungo un nomadismo geografico ed esistenziale che lo porterà a ridefinire i generi tradizionali della natura morta, del paesaggio urbano e del ritratto.
Il decennio degli anni Venti segna uno snodo cruciale per de Pisis. Dopo aver assorbito l'influenza della Metafisica a Ferrara a stretto contatto con Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, e dopo i fecondi anni romani, il 1925 è l'anno di svolta con il trasferimento a Parigi.
In questa fase la pittura di de Pisis mantiene una densità materica spiccata, un impasto corposo e toni profondi. La ritrattistica degli anni Venti si carica così di una straordinaria forza plastica e psicologica. De Pisis non cerca la mimesi descrittiva del soggetto, ma una profonda indagine interiore. I suoi ritratti, spesso dedicati a giovani e popolani, emergono dall'ombra attraverso tonalità calde e terrose, dove la luce crea un'atmosfera sospesa e vibrante.
Il dipinto presentato, intitolato “Contadino” e datato 1925, è un esempio della transizione stilistica vissuta dall'artista in questo anno fatidico. L'opera, pubblicata all'interno del primo tomo del Catalogo Generale curato da Giuliano Briganti, raffigura un busto maschile di profilo teso verso i tre quarti, dominato dall'imponente volume di un cappello scuro che cela parzialmente lo sguardo dell'uomo. I tratti somatici, segnati da una folta barba scura, evocano la fierezza di una figura legata alla terra e al lavoro manuale.
€ 14.000,00 / 18.000,00
Stima