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Mimmo Paladino ©  
(1948)

Porta d'Occidente, 1985

Firma dell'artista sul certificato
Olio e collage su tela applicato su tavola
cm 300x250x10,5

Provenienza:
Galerie Bernd Kluser, Monaco;
Collezione privata, Belgio

Bibliografia:
Paladino, a cura di Xing Xiaosheng, Lingnan Art Publishing House, Ling Nan 2005, p. 22

Esposizioni:
Mimmo Paladino. Arbeiten 1977-1985", Städtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco di Baviera, dal 19 giugno al 18 agosto 1985;
Paladino. Bilder und Skulpturen. Neue Arbeiten, Galerie Heinz Holtmann, Köln, dal 30 agosto al 15 ottobre 1986, illustrata al retro dell'invito della mostra

Fotografia dell'opera autenticata dall'artista

Si ringrazia Simone Melis dell'Archivio Mimmo Paladino, Milano, per aver confermato per email l'autenticità dell'opera e per l'aiuto nella compilazione di questa scheda 

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«L’artista, come un acrobata sulla fune, si muove verso più direzioni non perché pieno di destrezza, ma perché non sa quale scegliere». (Tratto da “La Transavanguardia secondo Mimmo Paladino», di Marco Napolitano, Il Mediano, 28 settembre 2011)

Tra i principali esponenti del movimento della Transavanguardia, Mimmo Paladino (Paduli, 1948) attinge l'ispirazione da un'ampia gamma di temi e registri stilistici, in particolare dall'arte egizia, etrusca, romana e paleocristiana, intendendo l'arte come una creazione senza tempo che genera nell'osservatore pensiero e conoscenza. Il suo è un linguaggio non illustrativo, non narrativo, ma figurativo; l'immagine scaturisce dalla proliferazione e stratificazione di segni e materie: la superficie viene ricoperta con strati successivi di gesso e colore, puro, materico, e si creano grovigli e frammenti di segni e simboli che a volte dichiarano un significato, a volte alludono ad altro, a volte nascondono. (Tratto da “Mimmo Paladino”, a cura di Luciano Carotenuto, “Arte in Campania”, 2022).

A partire dagli anni Ottanta i lavori di Paladino raggiungono quella estetica e maturità che lo porteranno al successo internazionale. Le opere infatti da questo periodo risultano fondate su composizioni caratterizzate da tratti violenti e colori accesi: come nell'opera qui presentata, datata 1985, periodo considerato tra i più significativi della sua produzione artistica. Proprio a metà degli anni Ottanta, la ricerca di Paladino evolve verso una pittura che esce dai confini bidimensionali della tela per farsi struttura e architettura. L'artista intensifica la rottura dei confini bidimensionali, innestando elementi in rilievo. Le composizioni di questi anni si caratterizzano per l’utilizzo di colori rossi, neri e bianchi, all'interno dei quali compaiono icone archetipiche e senza tempo, animali totemici e figure umane.

“Porta d’Occidente” era parte di un lavoro del 1985 più grande che fu esposto nella grande retrospettiva "Mimmo Paladino. Arbeiten 1977-1985" alla Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco di Baviera, dal 19 giugno al 18 agosto 1985.

Nell’opera, all'interno del varco centrale, si trova una figura umana rovesciata e priva di tratti somatici distinti che appare sospesa a testa in giù nel vuoto, trafitta da dardi o frammenti geometrici. La porzione superiore e i lati sono avvolti da un rosso sanguigno e profondo. Nella parte superiore, una figura che sembra essere quella di un cavaliere volge lo sguardo di profilo verso lo spettatore, affiancata da ombre e volti appena accennati nella materia cromatica. Sulla destra emerge nitido uno dei simboli più ricorrenti e potenti del bestiario di Paladino: un destriero nero ridotto a silhouette totemica con un occhio bianco spalancato nel vuoto, emblema del passaggio spirituale tra il mondo dei vivi e l'ignoto.
€ 120.000,00 / 160.000,00
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