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Luca Giordano (Napoli, 1634 - 1705)

Le figlie di Cecrope aprono la cesta nella quale è Erittonio bambino

Olio su tela
cm 76,5x133,5

Provenienza:
Collezione privata

Bibliografia: 
Luca Giordano, L'Opera completa, Tomo primo, Oreste Ferrari, Giuseppe Scavizzi, Napoli 1992 pag.265 scheda A94, ill. a colori pag. 36;
Luca Giordano 1634-1705, Oreste Ferrari, Giuseppe Scavizzi, Nicola Spinosa e altri, Napoli 2001, pag. 132 ill a colori pag. 133

Esposizione: 
Luca Giordano 1634-1705, Castel Sant'Elmo - Museo di Capodimonte, Napoli, 3 marzo - 3 giugno 2001; 
Kunsthistorisches Museum, Vienna, dal 22 giugno al 7 ottobre 2001;
Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles, dal 4 novembre 2001 al 20 gennaio 2002

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Il dipinto costituisce una significativa testimonianza della produzione mitologica di Luca Giordano, tra i protagonisti della pittura napoletana del Seicento. L’opera è catalogata da Oreste Ferrari e Giuseppe Scavizzi nel corpus dedicato all’artista, con scheda A94, ed è stata presentata nell’ambito della grande mostra monografica del 2001, allestita tra Napoli, Vienna e Los Angeles. Tale percorso espositivo ne documenta la rilevanza nel quadro degli studi sulla produzione giordanesca.

Il soggetto deriva dalla mitologia greca e narra l’episodio delle figlie di Cecrope, Aglauro, Erse e Pandroso, che ricevono dalla dea Atena una cesta contenente il piccolo Erittonio, nato dall’unione della terra con il seme di Efesto. Atena ordina loro di non aprirla. Tuttavia, spinte dalla curiosità, le sorelle violano il divieto e scoprono il bambino. La scena offre all’artista l’occasione di sviluppare una narrazione articolata, animata dalle reazioni delle protagoniste di fronte alla rivelazione del contenuto della cesta, le sorelle violano il divieto e scoprono il bambino, nato con la parte inferiore del corpo serpentiforme (metà uomo, metà serpente)

Nella pittura di Giordano, la tradizione veneziana del colore si combina con la vitalità compositiva e con una spiccata sensibilità teatrale, dando luogo a un linguaggio dinamico e ricco di contrasti. La scelta del formato orizzontale favorisce lo sviluppo dell’episodio attraverso la disposizione delle figure nello spazio, conferendo alla narrazione un andamento disteso e movimentato. L’attenzione alla gestualità e al rapporto tra i personaggi contribuisce a trasformare il racconto antico in una scena di immediata efficacia visiva.

L’opera si distingue inoltre per l’interesse iconografico del soggetto, meno consueto rispetto ai temi religiosi più frequentemente affrontati dal pittore, e testimonia la versatilità di Giordano nell’interpretazione della mitologia classica.

€ 60.000,00 / 80.000,00
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