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Carla Accardi © (1924 - 2014)
Arancioverde, 1972-76
Firmata e datata Accardi '79 in basso a destra
Pittura su stoffa (lenzuolo)
cm 280x230
Provenienza:
Tornabuoni Arte, Firenze, come da etichetta sul retro;
Collezione privata, Firenze
Bibliografia:
Carla Accardi. La vita delle forme, a cura di Germano Celant, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2011, pp. 366-367
Opera registrata presso l'Archivio Accardi Sanfilippo, Roma, con codice A/21/2020 come da certificato su fotografia autenticata dall'artista
Si ringrazia Michele Abramo, dell'Archivio Accardi Sanfilippo, Roma, per aver confermato per email l'autenticità dell'opera
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Sono gli anni Cinquanta quando Carla Accardi (Trapani, 1924 - Roma, 2014) inizia a dipingere a pavimento usando la tempera alla caseina, materiale opaco e coprente con cui compone intrecci di segni che si avviluppano su sfondi neri, per poi lasciare spazio dagli anni ‘70 a cromie incandescenti e a segni semplificati e isolati, disposti entro griglie e scomparti geometrici.
Accardi, insieme a Dorazio, Perilli, Sanfilippo e Turcato. è nel 1947 tra le fondatrici del Gruppo Forma 1, che ha contribuito in modo significativo all’affermazione dell’astrattismo in Italia. Gli anni Cinquanta sono determinanti per lo sviluppo della carriera dell’artista infatti, dopo un periodo di crisi, inizia a tracciare dei segni, per terra, bianco su nero: «da quel momento ho cominciato a fare dei disegni uno sull’altro che hanno prodotto segni fortemente differenziati… dal loro studio è nata una popolazione, una selva, una natura reinventata, quasi delle costruzioni giganti che sognavo la notte. Ogni giorno rivedevo i lavori. Ma il segno non è solo uno sfogo dell’inconscio. È espressione artistica e linguaggio. Un segno esiste in rapporto ad altri dal momento che forma con essi una struttura». (Tratto dalla biografia dell’artista a cura della Galleria Nazionale di Roma).
I contrasti accesissimi tra colori complementari creano in queste opere una dissonanza luminosa, una «brillanza», come la chiamò Gillo Dorfles, al cui effetto contribuisce anche la scelta di nuovi pigmenti fluorescenti.
Ne è un perfetto esempio “Arancioverde”, l’eccezionale grande pittura su stoffa (lenzuolo) dai colori accesi e vibranti qui proposta (dimensioni cm 280x230) della prima metà degli anni Settanta, caratterizzata da un fondo arancione sul quale compaiono i tipici segni dell’artista di colore verde. L’opera, pubblicata all’interno del volume “Carla Accardi. La vita delle forme”, a cura di Germano Celant, è tra i lavori di maggior dimensione realizzati dall’artista ed è registrata presso l'Archivio Accardi-Sanfilippo di Roma.
€ 280.000,00 / 340.000,00
Stima
121
Asta Live
Arte Moderna e Contemporanea
gio 28 Maggio 2026
TORNATA UNICA 28/05/2026 Ore 18:00