081-2395261
081-5935042
Mattia Preti e studio
(Taverna 1613-La Valletta 1699)
La Veronica
olio su tela, cm 70x55
In cornice in legno intagliato e dorato ad oro fino. Lievi cadute d'oro e tracce di bolo. Restauri. XVII secolo
Nel dipinto è ritratta Veronica, la pia donna che secondo la tradizione cattolica impresse l’immagine di Cristo su un panno di lino, dopo averne deterso il sudore e il sangue durante la sua salita al calvario. Lo sguardo lacrimoso e la bocca socchiusa della figura indicano il carattere devozionale dell’opera, ma il suo autore è riuscito ad operare una sottile mistione tra patetismo struggente e sensualità latente, che evidenza la pronta ricezione dei prototipi di Guido Reni.
Reni fu due volte a Napoli ed esercitò un notevole influsso su artisti come Massimo Stanzione, Andrea Vaccaro e Bernardo Cavallino, i quali stemperarono le primitive suggestioni del drammatico naturalismo caravaggesco con gli stilemi del classicismo bolognese.
Nel quadro in discussione tale attitudine è espressa attraverso una forte adesione alle soluzioni esperite da Mattia Preti in un opera di soggetto analogo conservato al Los Angeles Country Museum of Art (1655-1660 circa), della quale richiama la fisionomia della figura -che però è più ravvicinata-, il suo scorcio e la luce algida che la estrapola dal buio, rischiarandone l’incarnato rosato delle floride forme e le stoffe dei panneggi, delineate con ampie e corpose pennellate di colore. L’elevato spessore artistico della tela ne fa una variante interessante del prototipo di Los Angeles, verosimilmente dipinta dal “Cavalier Calabrese” coadiuvato dai suoi stretti collaboratori.