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Attribuito a Pasquale Rossi, detto Pasqualino Rossi
(Vicenza 1641 – Roma 1722)
Le Nozze di Cana
olio su tela, cm 63x80
Pasquale Rossi, più conosciuto come Pasqualino Rossi, è stato uno dei più importanti protagonisti della pittura di genere in età Barocca, lungamente attivo a Roma e nelle Marche. La mostra in corso nell'ex Monastero di Santa Lucia, a Serra San Quirico (Ancona) curata da Anna Maria Ambrosini Massari e Angelo Mazza, rende onore a questo maestro il cui nome, caduto nell'oblio per quasi tre secoli, era stato a lungo celato, per essere riscattato solo nel secolo scorso grazie all'attenzione di Roberto Longhi e successivamente di Federico Zeri.
Tuttora le notizie biografiche su di lui sono ancora scarne. E' accertato che, per più di 35 anni, abbia operato a Roma, città dove si era presto trasferito. E' certa anche una sua attenzione alla tradizione artistica marchigiana: confermata dai riferimenti numerosi delle sue opere alle originali soluzioni di Lorenzo Lotto e alla sensibilità correggesca di Federico Barocci. Fu quindi un autodidatta che si formò all'interno dei canoni della Scuola Veneta e subì grandi influenze da quella romana. L’opera presentata, raffigurante Le nozze di Cana (episodio tratto da Gv 2,1-12), è probabilmente annoverabile al soggiorno bolognese di Rossi per la palese influenza di elementi stilistici veneti combinati con suggestioni da Donato Creti e da altri artisti bolognesi. Come si evince dagli autentici brani di natura morta quali gli spartiti e gli strumenti dei musici a destra, nonché le preziose anfore di bronzo, contenenti il vino miracolosamente trasformato da Gesù, si segnala, inoltre il cane accovacciato ai piedi della tavola, tipico corollario della pittura veneta.