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Attribuito a Amedeo Vittorio Cignaroli
(Torino 1730 – 1800)
Paesaggio con scena di caccia al cervo
olio su tela, cm 70x96
in cornice rettangolare in legno intagliato e dorato a più ordini d’intaglio.
Fine XVIII secolo – Prima metà XIX secolo.
Figlio di Scipione Cignaroli, Vittorio Amedeo inizia il suo apprendistato nella bottega del padre, già attivo alla corte dei Savoia. Diciannovenne inizia a lavorare alla Reggia di Venaria, in qualità di paesaggista dove almeno fino al 1771 è operante creando cartoni per arazzi e le prime raffigurazioni di cacce al cervo. Infatti è a questi anni che risale il Ciclo di scene di cacce reali della sala degli scudieri a Stupinigi. Nel 1778 viene nominato professore della Reale Accademia di pittura e scultura e nel 1782, a 52 anni, viene nominato da Vittorio Amedeo III “nostro pittore in paesaggi e boscarecce”. L’opera presentata mostra precisamente la qualità e le componenti stilistiche di questo grande paesaggista, certamente il più conosciuto tra i componenti della famiglia di pittori attivi in Piemonte a partire dall'inizio del Settecento. Nel dipinto qui proposto si respira un atmosfera di gusto arcadico dove la natura viene evocata come età dell’oro perduta ed il genere pittorico del paesaggio in questo caso svela luoghi immaginari, ma ricchi di rimandi a luoghi in cui lo spettatore riesce a riconoscersi. Infatti il nobile divertissement della caccia è probabilmente ambientato in una verosimile pianura nei pressi di Torino, ma come sempre i riferimenti vedutistici nelle opere di Vittorio Amedeo Cignaroli sono stemperati dalla pittoresca costruzione del paesaggio, abilmente distribuito in un digradare verso il fondo di piani cromatici e luministici a partire dalle quinte arboree e rocciose in penombra. Tutti i suoi quadri, come anche in questo caso, si reggono su un trionfo di colori, che va dagli ocra bruciati a tutti i verdi della tavolozza nelle foglie, dagli azzurri trasparenti dei cieli e delle acque, ai grigi-rosati delle nuvole.
Bibliografia: Vittorio Amedeo Cignaroli. Un paesaggista alla corte dei Savoia e la sua epoca, a cura di Alberto Cottino, Fondazione Accorsi, Torino, 2001, pp.28-33 e 133-134