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Johann Heinrich Wilhelm Tischbein
(Haina 1751-Eutin 1829)
Popolani romani danzano il saltarello sull’aia di una casa rurale, con edifici fortificati e antichi sullo sfondo
olio su tela, cm 79x69
firmato e datato "J. Tischbein …88" in basso a destra
Provenienza: Collezione privata napoletana,
Christie’s Roma, 24 novembre 1994, lotto 69
Christie’s Londra, 22 novembre 1957, lotto 41 (con il titolo Fiesta e considerato
datato 1781)
Tra la fine del 1786 e il 1789 Tischbein vive uno dei periodi più intensi della sua vita, e con tutta probabilità il momento cruciale della sua carriera artistica. Dopo aver incontrato a Roma il Goethe ( 1 novembre 1786) inizia con il poeta un sodalizio che lo porterà a Napoli il 22 febbraio dell’anno successivo. Tra il 1787 e il 1789 Tischbein visita con Goethe le principali località della Campania, ma ritorna brevemente a Roma con il Principe Waldeck (1 maggio 1787) e poco dopo, sulla via del ritorno a Napoli, incontrò Hackert ad Albano (2 luglio) (cfr. J.H.W. Tischbein, Dalla mia vita. Viaggio e soggiorno a Napoli, a cura di M. Novelli Radice, Napoli, 1993, pp. 386-387).
In tale contesto si colloca l’ipotesi di datazione del presente dipinto, per il quale si propone qui una lettura ‘1788’ della data parzialmente illeggibile. La scena di gaia vita popolare, riprende la tematica della danza del ‘saltarello’, ballo laziale che aveva già attirato l’attenzione di pittori di paesaggio e di vita popolare, come i bamboccianti.
Goethe durante i festeggiamenti del febbraio 1787, invia ai suoi corrispondenti in Germania “per fare stare allegri i ragazzi, alcune maschere carnevalesche e alcuni caratteristici costumi romaneschi disegnati id illuminati” (cfr. J. W. Goethe, Opere, a cura di V. Santoni, Firenze, 1970, pp. 341-342).
A Tischbein dunque non mancò il materiale visivo per il presente dipinto in cui è stato ipotizzato che l’artista si sia raffigurato nell’astante sullo sfondo a destra con i favoriti, rivolto verso lo spettatore, ed abbia ironicamente ritratto lo stesso Goethe nella figura di giovane sorridente abbigliato con un cappello da popolano romano, che brinda in primo piano sulla destra rivolto verso lo spettatore.
Un possibile riscontro con la fisionomia di Tischbein è nel ritratto dell’artista di H. Lips (1785), a Dusseldorf, Goethe Museum (cfr. A. Porzio-M. Picone Causa, Goethe e i suoi interlocutori, catalogo, Napoli 1983, n. 94, p. 172).
Coerente alla presente interpretazione della data frammentaria è anche il fatto che nel primo trimestre del 1788 Tischbein era certamente a Roma, poiché da lì inviò al «Teutscher Merkur» due lettere pubblicate in estratto dal periodico (cfr. J.H.W. Tischbein, op. cit., p. 319).