081-2395261
081-5935042
Giovanni Fattori
(Livorno 1825-Firenze 1908)
Cavallo al sole
Olio su tavola, cm 19x33
Firmato "Gio. Fattori" in basso a destra
sul retro scritta ad inchiostro: "Dipinto nella villa del pittore Bartolena. Livorno. Mario Galli."
provenienza: Collezione Privata Romana
Galleria Bottega d'arte, Livorno
Galleria Alfredo Geri
Il dipinto è stato registrato presso l' Archivio dell'Istituto Matteucci, come opera autentica di Giovanni Fattori
Roma, con il numero 13515.
Giovanni Vincenzo Fattori nasce a Livorno il 6 settembre 1825 ultimo di quattro figli.
Avviato agli studi artistici intorno al 1840, ha come maestro l’appena venticinquenne Giuseppe Baldini, personalità di primo piano dell’ambiente liberale livornese, che aveva aperto a Livorno una scuola privata presso il teatro dei Floridi in S. Marco.
Nel 1845 il giovane lascia Livorno per trasferirsi a Firenze a studiare pittura, diventa allievo della prestigiosa scuola privata di Giuseppe Bezzuoli anche se, figlio di gente del popolo, fatica a conquistarsi uno spazio nel bel mondo dell’aristocrazia fiorentina del quale lo stesso Bezzuoli era uno degli esponenti più in vista.
Il paesaggio, è sicuramente stato la sua grande ispirazione, e gli studi di animali, la sua precipua specialità, dal 1860 in poi il Fattori, comincia a prendere appunti su tutto ciò che gli capitava sott'occhio e che riproduceva su taccuini minuti e nelle tavolette, che hanno fatto la sua fama, nelle quali si proponeva spesso di studiare un solo soggetto.
E’in questo periodo che il pittore sviluppa la sua personalità, dimorando tra Firenze e Livorno, dove l'amico Diego Martelli gli offre lunghi soggiorni che gli danno modo di spaziare per tutto l'arco della Maremma toscana.
Il dipinto qui presentato può essere datato intorno agli anni 1885-1888, anni in cui il Fattori è, tra l’altro, ospite nella tenuta La Marsiliana del principe Tommaso Corsini, nella Maremma (sono questi gli anni in cui Fattori “scopre i butteri” e nel 1887 parteciperà all'Esposizione Nazionale di Venezia con tre dipinti: Il riposo, Marcatura dei puledri e Il salto delle pecore) e lavora inoltre a vari studi sperimentando anche la tecnica dell’incisione.
La piccola tavoletta qui presentata, di straordinaria qualità, è stata dipinta, come attesta la scritta sul retro, nella villa del pittore Giovanni Bartolena (Livorno 1866-1942) il quale, sollecitato dallo zio, il pittore Cesare Bartolena, frequenterà il corso di libera pittura tenuto all’Accademia di Belle Arti a Firenze proprio da Giovanni Fattori. Ricordiamo che Bartolena trascorse a Livorno, nella villa di famiglia, i primi anni della sua vita coltivando la sua passione per i cavalli e per l’equitazione. Sono gli anni in cui il Fattori ritrae nelle tavoletta sciolte “eppure accarezzate come miniature” gli amatissimi cavalli, si tratta, come in questo caso, di veri e propri ritratti: quei cavalli che il Fattori penetra sempre più umanamente, compagni appunto dell’umanità rude dei soldati o dei butteri maremmani, visti non come strumenti ma come sodali in una silenziosa fatica di vita.
Bibliografia: L. Bianciardi-B. Della Chiesa, L’opera completa di Giovanni Fattori, Rizzoli, Milano, 1970, p. 96, fig. 226 (Cavallo scuro)